Il paese di Nocciano ha origini intorno all'anno 1000. Gli abitanti di questa zona erano i Vestini, che facevano parte del territorio di Penne (Pinna Vestinorum) e Follonica, ne dipendeva sia economicamente che amministrativamente. Quando le popolazioni di queste terre erano in pericolo, a causa di predoni, briganti o saraceni, o per le invasioni barbariche, si rifugiavano sui colli e in questo territorio c'era un colle forse a forma di noce, Nux,da qui Noaanum, Nouano, Nocciano ( infatti nel suo stemma appare una noce), toponimo del paese; per difendersi meglio, sorse la necessità di costruire una torre di awistamento e di difesa, il Torrione, ancor oggi visibile e nel 1100/1200 ci fu l'ampliamento del castello con la costruzione dei due bracci, uno a destra e uno a sinistra del Torrione.
Pian piano, attorno al Castello, sorsero delle piccole costruzioni che formarono il borgo medioevale. Le invasioni, i predoni, le malattie e la carestia, furono causa di grande miseria per la popolazione e così, come risulta da un documento conservato presso l'Archivio di Stato di Napoli, nel 1340 alcuni "nobiles pauperes universitatis Noxani" si rivolsero al Re di Napoli, Roberto d'Angiò, per essere esonerati dal pagamento di imposte in quanto impoveriti da continue lotte e guerre e i piccoli feudi come quelli di Nocciano non potevano pagare le tasse al Re.
Il Castello fu assegnato alla famiglia De Sterlich in epoca normanna che fu investita del titolo di marchesi di Cermignano e si imparentò con i baroni Aliprandi, famiglia di origine milanese arrivata a Penne al seguito di Margherita d'Austria nel sec.XVI. Il barone Diego Aliprandi (1 819-1910), che era stato deputato della sinistra progressista al Parlamento italiano e ultimo rappresentante del casato, non avendo figli, aveva adottato Diego De Sterlich (1898-1976), figlio di Adolfo. Morto il barone, il giovane Diego De Sterlich-Aliprandi ereditò una grande fortuna, che consumò in investimenti sbagliati, come corse di automobili, infatti era soprannominato "il marchese volante" e la passione del gioco.
E' stato generoso mecenate della Coppa Acerbo dal 1924 al 1939 e nel frattempo il Castello fu assegnato al suo fattore, Riccardo Torreggiani, per ricompensarlo del lavoro svolto e negli anni '90 è stato venduto all''Amministrazione Comunale di Nocciano dagli eredi dei figli di don Riccardo. Il Castello era il presidio dell'antico borgo, l'attuale centro storico, che protetto dalle mura, presentava due porte : la Porta da Capo, posta tra il Castello e la chiesa, fu demolita nel 1934, la Porta da Piedi, posta sotto la chiesa Pensile di San Biagio, fu demolita negli anni '60 - 70. La struttura difensiva del castello è testimoniata anche dalla presenza di sotterranei, trabocchetti e di un passaggio segreto che porta in aperta campagna. Il castello, pur subendo nel corso degli anni opere di ristrutturazione, conserva le merlature, soffitti architravi, uno spazio interno chiostrato e la loggia. Oggi è di proprietà comunale e la sua ristrutturazione, avvenuta nel 1993, permette di ospitare il Museo delle Arti (visita il Museo ...).
Testi di Anna Maria Marcucci.
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